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Codice Itanglese e San Valentino 2010: Italiano Ti Amo Ancora!

A San Valentino rilancia l`italiano, da sempre la lingua dell`Amore in tutto il mondo. Basta con i "I Love You", i "Kiss" e le cene romantiche in "quel Lounge Restaurant molto Fashion": quest`anno innamoriamoci nuovamente della nostra lingua italiana e limitiamo il crescente fenomeno dell`Itanglese

Il dizionario Hoepli definisce “Itanglese“la lingua italiana usata in certi contesti e ambienti, caratterizzata da un ricorso frequente e arbitrario a termini e locuzioni inglesi”.

Intervista ad Alessandro Agostini GR - RAI RADIODUE

Itanglese

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E` un fatto oggettivo l`aumento esponenziale di parole inglesi nella lingua italiana (in merito, rimando agli articoli di Corriere della Sera, Repubblica, Il Giornale, Il Sole 24 ore, ecc) e nessuno ha definito dei criteri semplici per capire quando ciò sia opportuno e giustificato. Per questo Agostini Associati, agenzia di traduzione italiana che traduce in inglese (e in altre 99 lingue!) milioni di parole ogni anno, vuole ridare luce e splendore alla nostra lingua con il simpatico “Codice Itanglese”, breve guida che ha l’obiettivo di aiutare tutti i comunicatori (specialmente quelli che parlano ad un vasto pubblico o che svolgono un ruolo di educatori) a dosare in modo più equilibrato gli anglicismi. Buona lettura!
 
E’ ACCETTABILE inserire un termine o locuzione inglese in un contenuto in italiano (scritto o parlato) quando:

 

 
 
  1. Il termine inglese è entrato nel dizionario italiano di Hoepli e/o Zanichelli.
  2. Non è disponibile una corrispondente possibile traduzione, né è possibile rendere il concetto usando uno o più sinonimi.
  3. Il termine o frase è anche un marchio registrato, o un nome proprio in inglese.
  4. Il termine o frase inglese è lo slogan pubblicitario predominante di un prodotto/servizio internazionale, mantenuto in inglese in tutti i paesi di presenza del prodotto/servizio.
  5. Il termine ha una traduzione in italiano ambigua ed è contenuto in un messaggio in lingua italiana destinato a persone non italiane (esempio: lettera aziendale in italiano destinata a colleghi di filiali estere non italiani).
NON è ACCETTABILE inserire un termine o locuzione inglese in lingua italiana (scritto o parlato) in tutti gli altri casi ed in particolare quando:   
 
  1. L’utilizzo di termini inglesi è fatto per apparire più moderni e tecnologicamente avanzati (ad esempio nelle campagne pubblicitarie in televisione, radio ed altri mezzi di comunicazione).
  2. L’utilizzo di termini inglesi è una scelta del comunicatore che così vuole essere / sembrare “più tecnicamente preparato” (esempio: lezioni e stampa sulle tematiche economiche finanziarie).
  3. L’introduzione del termine o locuzione inglese è motivata dalla pigrizia di non volerlo tradurre dall’originale.
  4. La farcitura di parole inglesi è fatta con lo scopo finale di “confondere le idee del proprio interlocutore” (esempio: sto riportando un parametro a cui è legato un investimento finanziario e lascio in inglese anche termini traducibili così forse l’acquirente non capisce).
  5. L’introduzione del termine inglese rovina l’equilibrio grammaticale e di sintassi del resto della frase italiana in cui è inserito.
  6. Il peso percentuale della somma di tutti i termini o locuzioni inglesi usati all’interno di un contenuto in lingua italiana è superiore al 5% del totale.
  7. Viene cambiato il significato originario del termine o frase inglese nell’uso nella lingua italiana.
  8. L’origine del termine o locuzione inglese è latina (nb:molte parole inglesi hanno una etimologia latina).

Ringraziamo l`On. Paola Frassinetti, Vicepresidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati, per aver supportato l`iniziativa “Italiano ti amo ancora”


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In sintesi, ci sono ambiti legati alle nuove tecnologie dove oggettivamente l’Itanglese è più accettabile (informatica, Internet, ecc), tuttavia l’avanzata dell’Itanglese merita una riflessione più attenta quando tocca ambiti fortemente “italiani” (esempio macroscopico è l’uso dei termini inglesi “Fashion” e “Food” invece delle parole italiane Moda e Cibo). Forse la lingua inglese non ne aveva bisogno, comunque gli italiani l`hanno di fatto aggiunta tra le lingue bisognose di tutela speciale, al pari delle altre previste dalla costituzione. Se a ciò aggiungiamo che nel 2005 la Comunità Europea ha declassato l`italiano a lingua secondaria rispetto a inglese, francese e tedesco, viene spontanea la domanda: "A San Valentino c’è ancora qualcuno che vuole re-innamorarsi della lingua italiana oppure ne chiediamo il prepensionamento?"

Alessandro Agostini - Agostini Associati                   Condividi

 

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