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Commenti alla ricerca Itanglese di Agostini Associati

Abbiamo chiesto una valutazione sulla nuova tendenza di “inglesizzazione” della nostra lingua a responsabili di azienda e a tutti coloro che ritengono che sia arrivato il momento di riprenderci la nostra romantica lingua (che tutti all’estero ci invidiano).

Partecipate al mini-sondaggio "itanglese": leggete i commenti e se volete lasciateci un vostro contributo che, se desiderate, pubblicheremo in forma anonima.



Federico

 Sì, ci sono parole in uso in italiano che decisamente non sopporto, tra cui SCHEDULARE (col suo derivato RISCHEDULARE) e IMPLEMENTARE (tra l’altro usato spesso con un senso diverso rispetto all’inglese).

Grazie al cielo ad oggi questo Italenglish ha invaso soprattutto il linguaggio lavorativo e non troppo quello quotidiano!


  

  

KIDS

Il bilinguismo è un regalo prezioso per i vostri figli alla luce dell`aumento dell`uso dell`inglese nella lingua comune. Con l`apertura delle frontiere europee, con programmi di studio come l`Erasmus, con la globalizzazione, ormai sono sempre di più quelle famiglie miste che non parlano solo italiano, ma due e tre lingue contemporaneamente. "Mamma, do you speak English?" è l`articolo in cui Francesca Guinad analizza il bilinguismo nei bambini di 4 anni alla luce del fenomeno dell`aumento dei termini inglesi nella lingua italiana: l`itanglese.


Eliana

Sì, ci sono parole in uso in italiano che decisamente non sopporto, tra cui SCHEDULARE (col suo derivato RISCHEDULARE) e IMPLEMENTARE (tra l’altro usato spesso con un senso diverso rispetto all’inglese).

Grazie al cielo ad oggi questo Italenglish ha invaso soprattutto il linguaggio lavorativo e non troppo quello quotidiano!



 

Mario

E` vero. Ogni paese dominante ha lasciato tracce linguistiche nelle altre lingue. Ma quello che sconcerta è osservare il conformismo degli italiani che forse pensano di farsi belli utilizzando termini della lingua del `padrone`, o soprattutto quello delle istituzioni che lo secondano: come nei casi del Ministero del Welfare, o della legge sullo stalking, o di quella sul mobbing, come se tutti gli italiani sapessero cosa quei termini significhino... Per favore, un po` di dignità!



Mark Up

Nel business vince una brutta lingua inglese
Sul lavoro la malattia dell`inglese lingua egemone pare diventare veramente un’epidemia. Siamo sempre più anglofili. Nel senso che sempre più parole e termini inglesi entrano nel nostro vocabolario, soprattutto in azienda, quando lavoriamo. E questo spesso avviene a proposito, utilizzando cioè termini corretti, ma che hanno un preciso corrispondente anche nella nostra lingua. Ma a volte anche a sproposito, cadendo nell`effetto-stafalcione e lasciando spesso perplessi o allibiti i traduttori anglosassoni costretti ad interpretare frasi incomprensibili.

Leggi l`articolo integrale



Radio24

Per promuovere il brand di un`azienda che voglia incrementare il proprio business bisogna averne chiara la mission e conoscere i competitors [...]. Se avete una legittima bassa soglia di tolleranza verso l`invasione degli anglismi, dei termini cioè di origine inglese, prendetevela con la maggior parte delle aziende italiane che non sembrano più in grado di fare comunicazione interna ed esterna senza infarcirla di parole esotiche. [...] Non facciamo allora del bieco nazionalismo ma salvaguardiamo la nostra bella lingua e soprattutto diciamo per esempio al manager italico di turno che ogni due parole in italiano ne snocciola tre in inglese: "tu vuo` fa l`anglofono ma si` nato in Italy"!

Ascolta la ControCopertina di Radio24



Anonimo

E’ un fenomeno che come giustamente afferma Agostini Associati esplode nel 2000 che grazie all’internazionalizzazione del business e al fenomeno della globalizzazione attecchisce facilmente e velocemente in tutto il mondo e, quindi, nel nostro paese. Ma non è tutto! Nel caso nostro dell’Italia, a mio avviso, c’è dell’altro. La nostra incapacità di apprendere una nuova lingua, basta guardare quanti italiani ancora hanno difficoltà a comunicare correttamente in inglese, la nostra perenne insicurezza retaggio del recente secolo passato, la poco autostima nell’essere Italiani. La pubblicità poi ha fatto il resto. Basta guardare i cosiddetti “pay off” o gli “slogan” delle pubblicità moderne, sono interamente e in inglese. Seppur la lingua inglese si presta molto bene al mondo pubblicitario perché succinta e significante, dall’altro sta impoverendo la nostra lingua e quindi la nostra cultura, la nostra identità, il nostro modo di essere. Finiremo tutti in fila al Mc Drive?  


  

 

Isidoro

Sono un purista della lingua ma capisco che non ci si possa arroccare su posizione estreme quando si vive in una babele. Peccato che la commistione di lingue crei più incomprensioni che il contrario soprattutto per l’uso improprio di termini stranieri nella propria lingua madre. La comunicazione esula dalla lingua ma questo non può permettere un uso smodato di termini di altre lingue basato su conoscenza perlopiù superficiali. Potremmo disquisire all’infinito senza arrivare da nessuna parte


 

  

Lucia

Ritengo che la lingua italiana abbia, nella maggior parte dei casi, sufficienti belle parole per esprimere tutti quegli stessi concetti
che si vogliono inglesizzare.
Trovo che sia una questione di tendenza ( e non di trendy!), di moda ( e non di fashion!) e di mancanza di orgoglio nazionale utilizzare, spesso a sproposito, parole che non rientrano nella nostra cultura.
 
Ritengo invece che sia giustificato l`utilizzo di parole straniere per termini tecnici che hanno difficile o complicata traduzione nella nostra lingua, e che spesso vengono utilizzate congiuntamente a persone di diversa nazionalità; l`utilizzo della medesima parola per il medesimo concetto semplifica in questo caso la convivenza.
 
E` poi buffo vedere, in particolare in insegne di attività commerciali o messaggi pubblicitari, l`uso indiscriminato di vocaboli che hanno assonanza con parole italane ma significato completamente diverso, a volte anche ridicoli nel contesto in cui vengono usati: a mio parere l`aspetto ( e non il look!) del negozio non migliora.


  

  


 

 
 

 

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