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Itanglese 2012
Agostini Traduzioni | Società | Stampa | Itanglese 2012

L`Itanglese cresce ancora del 343%

L’itanglese - parole inglesi importate nella lingua italiana – Cresce del +343% grazie allo Spread ed alla Tecnologia

Per il terzo anno consecutivo l’agenzia di traduzioni professionali Agostini Associati ha condotto l’ormai consueta indagine sull’Itanglese, ovvero sul fenomeno dell’uso e importazione di termini inglesi all’interno nella lingua italiana scritta da parte delle aziende operanti in Italia. La nuova rilevazione, condotta su una base di documenti tradotti dall’italiano verso altre lingue nell’anno 2011 versus una base equivalente del 2010*, evidenzia una nuova crescita del 343% degli anglicismi. Nel dettaglio, sulla base della nostra ricerca quest’anno i tre termini inglesi più utilizzati in azienda sono stati SPREAD, SMART, LIKE. Di seguito la classifica dei primi 10 termini “inglesi” più ricorrenti nel campione analizzato quest`anno:

 

Parola Inglese Importata
Densità % sul totale testi campione (2010)
Spread
1,23
Smart
1,19
Like
1,11
Social
1,10
Tablet
1,05
Business
0,79
Default
0,70
Brand
0,70
Screenshot
0,48
Device
0,45

Fonte Dati: ricerca Agostini Associati 2012

 

 SONDAGGIO ITANGLESE

 

TRADUTTORE AUTOMATICO ITANGLESE

“Guardando la classifica e l’insieme dei dati” afferma Ale Agostini, socio dell’agenzia di traduzioni Agostini Associati ”sembra che quando sono in azienda, gli italiani dimenticano la loro lingua e importano termini inglesi senza tradurli. A mio parere questa importazione selvaggia è anche una scelta di convenienza che permette di risparmiare tempo senza dovere pensare ad una possibile traduzione/parola corrispondente in italiano. Tra i termini preferiti quest’anno si conferma per il terzo anno la crescita di parole associate alle nuove tecnologie informatiche (6 delle prime 10), con la novità di parole associate ai fenomeni globali dell’economia (2 delle prime 10, tra cui non poteva mancare il fatidico spread) che hanno ampio risalto sui i mezzi di comunicazione. Interessante rilevare che a ridosso delle prime 10 posizioni, abbiamo rilevato parole ibride derivanti da radice anglosassone che sono state riadattate in Itanglese, quali Sharare, Taggare, Forwardare, Performare, Splittare, Schedulare ecc. (mi fermo qui per non fare rivoltare nella tomba Dante e Oscar Wilde). Questa tendenza è legata a nuove “azioni digitali” associate all’uso di strumenti informatici a sfondo sociale quali Facebook, Twitter e Google +. Da un punto di vista linguistico, mi domando se l’importazione diretta di termini inglesi (esempio classico Tablet) sia da preferire o meno rispetto ad un ri-adattamento in stile “Itanglese “ (esempio sherare, taggare ecc.) o se dovremmo fare come i francesi che traducono tutto e proibiscono per legge l’uso indiscriminato di anglicismi. Forse ha ragione chi sostiene che il futuro della nostra lingua è l’Itanglese. La cosa divertente” conclude Ale Agostini ”è che alcuni traduttori automatici sembrano amare ed usare l’italiano più degli italiani stessi: se ad esempio vado su Google Translate e chiedo di tradurre in italiano la frase “my tablet is a smart device”, Google traduce tutto (vedi immagine) senza Itanglese”.

  
 
 
 
 

 

Codice Itanglese

  

Promuovi anche tu la tua pagina

 

La prima ricerca sull’Itanglese è stata effettuata e divulgata da Agostini Associati, società di traduzioni in inglese e in altre 99 lingue,  nella seconda metà del 2009 seguita da un secondo comunicato stampa provocatorio con diversi esempi di “inglesizzazione” della nostra lingua fino al lancio il 14 febbraio 2010 del cosiddetto “codice Itanglese”: una breve guida con l’obiettivo di aiutare tutti i comunicatori a dosare in modo più equilibrato gli anglicismi. Il fenomeno dell’Itanglese ha avuto una grande risonanza sulle principali testate giornalistiche cartacee e online come il Giornale, l’Unità, il Corriere.it, Mark UP, MF  Milano finanza, il Sole24re.com oltre a interviste radiofoniche (Radio24, GR Radio2, Rai Radio City, Radio Padova) e televisive (TG COM economia). L’iniziativa di Agostini Associati ha avuto inoltre il supporto dell’On. Paola Frassinetti, Vicepresidente della Commissione Cultura e Istruzione della Camera dei Deputati.

La seconda ricerca, condotta nel 2010, ha evidenziato un aumento del 223% dell`uso di anglicismi nella lingua italiana scritta. I tre termini più utilizzati in azienda erano in ordine di classifica: SOCIAL, BUSINESS, SMART, seguiti da Wellness, Fashion, Benchmarking, Digital, Brand, Network e Switch

La terza ricerca, condotta nel 2012, ha riportato un aumento del 343% degli anglicismi e ha indicato i tre termini più utilizzati dalle aziende italiane: Spread, Smart e Like. Nelle posizioni successive troviamo Social, Tablet, Business, Default, Brand, Screenshot e Device. La ricerca presenta inoltre uno spunto divertente legato alle traduzioni effettuate da traduttori automatici che sembrerebbero amare ed usare l’italiano più degli italiani stessi!


 

Scoprite il Codice Itanglese: breve guida per utilizzare in modo più equilibrato gli anglicismi

Come valutate questa nuova tendenza di “inglesizzazione” della nostra lingua?

Ci sono termini inglesi entrati nella nostra lingua che davvero non vi vanno giù?

Se anche voi ritenete che forse è arrivato il momento di riprenderci la nostra romantica lingua (che tutti all’estero ci invidiano), allora mettete un collegamento ipertestuale (link) a questa pagina dal vostro sito (oppure inviatela ad un amico/a) e partecipate al mini-sondaggio "itanglese": leggete i commenti di altri responsabili di azienda e se volete lasciateci un vostro commento che, se desiderate, pubblicheremo in forma anonima.

 

   
Per interviste o ulteriori approfondimenti scrivete a  marketing2@agostiniassociati.com 
 

 

* La rilevazione è stata condotta su una base di documenti tradotti sull’anno 2011 (traduzioni dalla lingua di partenza italiano verso altre lingue, per un volume totale di 49 milioni di parole) paragonato con una base equivalente di documenti tradotti nell’anno 2010 (traduzioni da italiano verso altre lingue per un volume totale di 56 milioni di parole). I tipi di documenti usati sono di origine aziendale, infatti Agostini Associati traduce per il 70% delle aziende dell’indice FTSE MIB tra cui molte società italiane che esportano all`estero. Sono stati esclusi Acronimi e anglicismi già entrati in almeno uno dei maggiori vocabolari di lingua Italiana (Zanichelli, Hoepli e De Agostini).

 

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