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Il francese è una lingua romanza della famiglia indoeuropea.
Sebbene l’alfabeto sia composto da 26 lettere, una delle principali caratteristiche della lingua francese è il ruolo fondamentale degli accenti. La presenza e l’utilizzo di un accento rispetto a un altro non solo può inficiare la correttezza grammaticale di una parola, ma anche cambiarne il significato.
I segni diacritici a cui stare molto attenti in una traduzione da e verso il francese sono: à â ç è é ê ë î ï ô ù û ü. E seguono delle regole ben precise. L’accento acuto viene utilizzato soltanto sulla e, mentre quello grave anche sulla a, e sulla u. L’accento circonflesso può apparire su qualsiasi delle 5 vocali, mentre la dieresi si utilizzano su e, i, u nel caso di vocali vicine, che devono essere pronunciate entrambe. La cediglia invece in francese si utilizza soltanto con la lettera c.
Per riuscire a riprodurre questi accenti con la tastiera, esistono delle combinazioni tra il tasto ALT e delle sequenze numeriche, come è spiegato in modo molto semplice sul portale italiano della lingua francese.
La principale domanda da porsi prima di affrontare una traduzione professionale in francese, è il mercato di riferimento. Sebbene il francese abbia da tempo perso lo scettro di lingua più diffusa a favore dell’inglese e non sia nella top ten di quelle più parlate in termini di madrelingua, è una lingua che ha comunque una forte presenza a livello mondiale.
C’è una forte francofonia diffusa e riconosciuta soprattutto in Africa, e il francese non è lingua ufficiale solo in Francia, Canada, Belgio, Svizzera e Principato di Monaco, ma questo status gli è concesso anche in altri 30 stati. E questo vuol dire che il francese parlato fuori dalla Francia ha alcune importanti diversità rispetto a quello standard.
Il francese del Quebéc e del Canada, per esempio, non solo si distingue per l’accentazione, ma anche per una diversa costruzione della negazione, per una sintassi caratteristica legata ai pronomi personali (es: nous autres invece di nous) e a quelli relativi (che ricalcano la costruzione inglese), oltre che per la presenza di espressioni lessicali idiomatiche o inglesismi.
Ma sicuramente le differenze maggiori riguardano il paragone tra il francese di Parigi e quello diffuso nel continente africano: peculiarità sintattiche e specificità lessicali a cui il traduttore francese deve ricorrere in base al paese di destinazione, quando è prossimo ad una traduzione italiano francese o francese italiano.
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